Manifesto del progetto

Rifondare il Futuro costruendo Lavoro, facendo formazione e promuovendo lo sviluppo sociale

L’associazione nasce con lo scopo di unire forze e intelligenze per aiutare persone in difficoltà economiche e lavorative, sfruttando appieno le opportunità che le nuove tecnologie e la globalizzazione mettono a disposizione.

È vero che la modernizzazione della società porta con sé molte storture e aspetti negativi, ma piuttosto che rimpiangere un passato che non tornerà mai, le persone che aderiscono a questo progetto ritengono che ci siano anche molte opportunità per rendere il futuro migliore del presente cavalcando, con discernimento, il cambiamento.

Il periodo di difficoltà che la nostra comunità sta attraversando non può essere considerato solo dal punto di vista economico.

L’economia è naturalmente soggetta a cicli di decrescita che si alternano a cicli di crescita; purtroppo questa fase sarà particolarmente lunga e dolorosa a causa della mancanza di una comune strategia di uscita, dell’incapacità di pianificare il futuro a medio termine e del passaggio da economia industriale a economia di servizi, ma prima o poi finirà.

La mancanza di lavoro e di prospettive trafigge l’animo ed inquina la coscienza delle persone: la crisi più grave, infatti, è quella morale e può essere facilmente cercata nello sguardo delle persone e, in particolare, dei giovani.

Per questo nasce l’idea di creare un’associazione di persone che, condividendo i principi di questo documento, mettano a disposizione le proprie energie e capacità per aiutare le persone che in questo periodo si sentono perse e sono in difficoltà economica e, soprattutto, psicologica.

L’associazione si pone l’obiettivo di guidare gli sforzi di quegli individui che, di fronte ad una persona in difficoltà, vorrebbero rendersi utili ma non sanno bene come, poiché hanno raggiunto la consapevolezza che alcune forme di aiuto possono essere dannose. Essere caritatevoli non significa necessariamente “fare la carità”. Regalare spicci, che magari danno anche fastidio in tasca, alla signora che chiede l’elemosina con il bambino in braccio non è fare del bene. Non fa del bene alla signora, non fa del bene, soprattutto, al bambino: è solo un becero tentativo di lavare la propria coscienza senza troppa fatica.

Aiutare gli altri è nell’animo di tutti ma per farlo veramente si deve:

  • analizzare a fondo la situazione economica, morale e psicologica della Persona.
  • creare dei programmi strutturati che tengano conto di tutti questi aspetti e fornire un supporto umano affinchè la Persona possa uscire dal proprio stato di difficoltà.
  • tenere sempre presente che lo scopo finale di ogni intervento deve essere l’autonomia e l’indipendenza ottenute attraverso un percorso di autosostentamento, perché solo così potranno essere veramente felici.